LA PSICOLOGIA ORIENTATA AL BENESSERE



"Amare se stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita" 

(Oscar Wilde)


Il benessere e la psicologia del benessere

Il benessere soggettivo può essere definito come un costrutto multidimensionale: in esso troviamo una componente cognitiva, che corrisponde alla valutazione che ciascun soggetto dà al proprio grado di soddisfazione rispetto agli ambiti principali in cui esercita la propria vita e la propria soggettività, ma anche una componente emotiva, non sempre altrettanto chiaramente accessibile a livello cosciente ma che colora di vissuti ed emozioni il modo di sentire e vivere la vita, auspicabilmente con una discreta quota di emozioni positive e con una non eccessiva presenza di emozioni negative. Queste componenti si integrano e interagiscono in modo complesso e dipendono da numerosi variabili, quali i fattori relazionali, ambientali e individuali.

Può essere ad esempio esperienza comune a molti il trovarsi a vivere una vita che “oggettivamente” potrebbe essere valutata positivamente (ad esempio avere un buon lavoro, una famiglia serena e in salute, un buon numero di amici, ecc.), ma non sentire sul piano emotivo una corrispondente presenza di emozioni positive, di soddisfazione, di benessere, o il sentirsi bloccati, in una situazione di impasse, di apatia. Può essere in questi casi quindi importante andare a vedere cosa sta accadendo su questi diversi piani per poter andare a recuperare quel benessere che sembra temporaneamente smarrito, e che può a lungo andare cristallizzarsi in un malessere più intenso.

Il benessere è infatti una condizione dinamica, che può subire delle variazioni nel corso del tempo e nell’evolversi degli eventi, ma che, pur non essendo dato a priori e una volta per tutte, può essere recuperato ristabilendo quell’agognato equilibrio tra l'individuo e le sue esigenze personali, le sue risorse e l’ambiente fisico e sociale-relazionale in cui si trova a vivere.

La psicologia del benessere pertanto può essere definita come un settore della psicologia che si occupa di intervenire non tanto sulla malattia e sulla patologia, quanto sulla promozione della salute e del benessere, sul miglioramento della qualità della vita, sul ripristino delle risorse individuali per favorire una risposta adattiva alle esigenze individuali e alle richieste dell’ambiente fisico, sociale e relazionale circostante.


Ambiti di azione della psicologia del benessere

La definizione del benessere come un costrutto in divenire, non permanente, ma frutto dell’interazione dinamica di diversi fattori individuali, di risorse personali, di condizioni dell’ambiente fisico e psico-relazionale, ci può aiutare a capire come gli interventi di psicologia del benessere possano essere considerati degli interventi utili in particolari e circoscritti momenti del proprio percorso di vita, utili a ristabilire l’equilibrio perduto, quando ciò non dipenda da un disagio più profondo e importante.

Può accadere quindi che ci si rivolga ad uno psicologo per promuovere il proprio benessere in specifici momenti legati ai principali cambiamenti nella propria vita, quali una separazione, ma anche il matrimonio, la nascita di un figlio; oppure la perdita del lavoro, ma anche una promozione, ecc. Bisogna infatti ricordare che anche i cambiamenti positivi sono spesso fonte di stress e disorientamento, in quanto richiedono un “riaggiustamento” nel sistema delle relazioni familiari o lavorative, nella definizione della propria identità e del proprio “posto” nella vita e nel mondo, e non sempre le risorse per affrontare questi cambiamenti sono immediatamente disponibili all'individuo: a volte, per un insieme di fattori intervenienti, può essere necessario chiedere aiuto ad un professionista per recuperare le proprie risorse, favorire un empowerment e recuperare il proprio benessere temporaneamente perso.

L’intervento per il benessere può pertanto essere considerato utile in diversi frangenti e in diversi ambiti non patologici, tra i quali schematicamente ricordiamo alcuni:

  • gestione dello stress e dei cambiamenti;
  • gestione delle normali crisi evolutive (es. ingresso a scuola, adolescenza, menopausa, ecc.) e dei passaggi nelle cosiddette “età cerniera” (es. al compimento dei 30 anni; dei 40, dei 50, ecc);
  • gestione del peso corporeo (in persone non affette da altri disturbi, per le quali è invece indicata una psicoterapia);
  • miglioramento delle capacità relazionali e comunicative;
  • miglioramento dell’autostima e dell'assertività;
  • miglioramento delle prestazioni lavorative, o sportive, o scolastiche;

e così via.

In generale rivolgendosi ad uno psicologo sarà possibile quindi dare una nuova lettura agli eventi avversi e alle difficoltà, valutare alcuni aspetti di difficoltà ma anche alcune risorse di cui forse non si era pienamente consapevoli, risignificare gli eventi, riscoprire le proprie potenzialità, incrementare la propria resilienza. 

Pertanto, al fine di recuperare il benessere, può rivelarsi utile il potersi affidare ad un professionista in grado di portare alla luce le risorse "sopite" dell'individuo, per ristabilire un nuovo equilibrio, un nuovo ordine, offrendo una nuova lettura e una risignificazione del problema, andando ad indagare contemporaneamente non solo il problema ma anche le risorse disponibili, offrendo così un "nuovo pensiero" e una nuova consapevolezza perché, citando Einstein: “we cannot solve our problems with the same thinking we used when we created them” (A. Einsteint, trad. “non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso modo di pensare di quando li abbiamo creati”): è necessario provare a cambiare il modo di pensare, magari rivolgendoci a chi può indicarci la strada più efficace per non rischiare da soli di trovarci a ripercorrere i nostri abituali modi di agire, pensare, sentire, senza riuscire a spostarci verso un maggiore benessere.