LA PSICOTERAPIA 

“Una volta, durante la mia analisi con lui, Bion affermò: “Scopo dell’analisi è aiutarci a ricordare quello che noi abbiamo dimenticato ma che non ci dimentica – in modo da poterlo dimenticare!”. 

[J. S. Grotstein (2009), “Il modello kleiniano-bioniano Vol. I: Teoria e tecnica”, Raffaello Cortina Editore, 2011]

Con il termine “psicoterapia psicodinamica” ci si riferisce a quell’insieme di psicoterapie che si occupano dell’esplorazione e dell’intervento sulle dinamiche psichiche, cioè su quell’insieme di processi psichici in interazione reciproca che sono alla base del comportamento, della personalità, del pensiero, del benessere o della sintomatologia di un individuo.

Le terapie psicodinamiche hanno avuto origine a partire dalle pionieristiche intuizioni del padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, e si sono poi sviluppate in diverse correnti che, partendo proprio dalla scoperte freudiana dell’inconscio e dei processi dinamici coinvolti nella psiche, hanno dato il via a diverse scuole e modalità di intervento.

Tra le psicoterapia psicodinamiche naturalmente un posto di rilievo è quello occupato dalla psicoterapia psicoanalitica, che deriva le sue modalità di esplorazione e di intervento in modo più diretto dalle iniziali teorizzazioni freudiane. Tuttavia è importante ricordare che, a partire dalla nascita della psicoanalisi fino ad oggi le terapie psicodinamiche, e soprattutto la psicoterapia psicoanalitica, si sono sempre evolute e aggiornate, integrandosi con le più recenti scoperte, fino ad includere i più attuali sviluppi delle neuroscienze.

Ciò consente oggi alla psicoterapia psicodinamica, e alla psicoterapia psicoanalitica in particolare, di offrire delle risposte sempre più puntuali e risolutive alle problematiche che l’individuo può incontrare nel corso della sua vita.


Cosa caratterizza la psicoterapia psicodinamica?

Rispetto agli altri tipi di intervento (quali ad esempio la psicoterapia cognitivo-comportamentale, le terapie centrate sul corpo, ecc.), la psicoterapia psicodinamica si caratterizza principalmente (ma non solo) per:

a. Enfasi sull'esplorazione di motivazioni inconsce, sentimenti, fantasie, desideri, ecc.

Il primo elemento che caratterizza in particolar modo le psicoterapie psicodinamiche è la maggiore attenzione rivolta alla esplorazione di motivazioni inconsce, sentimenti, fantasie, desideri. Questi sono alla base della personalità, del comportamento, dell’umore, e in generale del modo di “stare al mondo” e di rispondere ad esso di ogni persona, e quindi sono anche alla base del lieve disagio, o della sofferenza più profonda o della sintomatologia presentata dalla persona.

Ma come si può esplorare quanto è prevalentemente inconscio o non pienamente cosciente? Tra le modalità di esplorazione previste dalle psicoterapie psicodinamiche, un posto importante è ricoperto dalle libere associazioni, grazie alle quali la persona in terapia viene incoraggiata a “dire tutto quanto gli passa per la testa”, anche se questo può sembrare non attinente, non appropriato, non educato, non accettabile socialmente. Le libere associazioni consentono di indagare il flusso associativo inconscio ed funzionamento psichico della persona. A volte possono emergere pensieri, emozioni, fantasie che al paziente possono a prima vista apparire inappropriate o sbagliate, ma non è questo il punto che interessa al terapeuta. Infatti queste in nessun modo devono condurranno il terapeuta ad esprimere giudizi di valore o di merito: il terapeuta rivolge sempre una attenzione partecipe e assolutamente non giudicante a quanto portato dalla persona che a lui si rivolge. Nonostante l'ascolto libero e non giudicante del terapeuta, il paziente potrebbe provare del disagio. Del resto sappiamo che è normale che nelle relazioni più intime (e tra queste rientra anche quella con lo psicoterapeuta) ci si senta un po’ a disagio e preoccupati nello svelarsi, preoccupati anche per la reazione che il mostrare alcuni aspetti di sé può indurre nell’interlocutore. Eppure proprio questo insieme di pensieri e reazioni può darci ulteriori elementi nell’esplorazione dell’inconscio. Saranno tutti elementi importanti per costruire un percorso che, anche attraverso d esempio l’analisi del transfert, consentirà di osservare quanto accade nella seduta tra paziente e terapeuta, quanto accade all'interno della relazione in seduta, come si manifestano all’interno della relazione le difficoltà e le problematiche della persona, e ciò consentire man mano di aprire nuove prospettive o di gettare ponti tra quanto il paziente porta in seduta, le difficoltà per cui si è recato in terapia, come queste si manifestano attualmente, come esse si sono create e consolidate nella sua storia passata, e così via.

b. Significato dei sintomi

La psicoterapia psicodinamica e la psicoterapia psicoanalitica esplorano i sintomi e soprattutto il significato dei sintomi. Non mirano pertanto alla semplice riduzione del sintomo presente (che in assenza di una completa comprensione del suo significato rischia di ritornare poi in breve tempo ad interferire con la vita della persona in altro modo, con altri sintomi e modalità), ma mirano ad una più attenta e completa analisi della storia del sintomo, di come si è manifestato, di come si è sviluppato, e soprattutto del significato che esso ha all’interno dell’economia psichica dell’individuo, in modo da poter offrire poi un cambiamento più profondo, non solo sul sintomo attualmente presente.

Agendo su tutto ciò è possibile ottenere risultati più stabili e duraturi nel tempo, in quanto non ci si limita al disturbo attuale, o alla riduzione del sintomo che attualmente si manifesta, ma lo si colloca all’interno di una visione d’insieme più completa, che prende anche in considerazione ad esempio il fatto che il sintomo possa essere stato attivato da situazioni della vita presente che in qualche modo si ricollegano e rievocano vissuti ed esperienze sperimentate nel passato dell’individuo. Le esperienze ed i vissuti del passato, anche non consapevoli, possono infatti avere effetti persistenti sulla costruzione del Sé, sulla percezione di sé e degli altri, e sul modo di rispondere agli eventi, sulle modalità di relazione, ecc.. Spesso però tali percezioni o vissuti rimangono al di fuori della consapevolezza e quindi agiscono in modi non comprensibili dal soggetto. O almeno non comprensibili finché non si inizia ad esplorarli e a ricondurli all’interno della propria consapevolezza e all’interno di una visione più integrata e matura, che consente di affrontare e superare la sintomatologia e di rivolgersi al mondo con una visione più completa e più adattiva di sé e degli altri, e con maggiori risorse psichiche.


Perché rivolgersi alla psicoterapia psicodinamica?

La psicoterapia psicoanalitica consente di andare oltre il sintomo attuale e di esplorare le proprie dinamiche psichiche in modo da risignificare il sintomo, in modo da intervenire su alcuni aspetti di patologia, in modo da riportare nella sfera della consapevolezza quando prima agiva in modo non consapevole e provocava vari gradi di disagio o di sofferenza.

Consente quindi una ristrutturazione più profonda e completa degli aspetti disfunzionali della personalità e consente di ottenere quindi dei cambiamenti positivi più stabili e duraturi nel tempo rispetto ad altre forme di intervento che invece preferiscono agire a livelli meno profondi o si limitano alla sola riduzione del sintomo attuale.

Chi si rivolge ad un intervento di psicoterapia psicoanalitica sceglie quindi un percorso di esplorazione del profondo che richiede una buona capacità di introspezione e di riflessione psicologica di base, nonché una buona motivazione che sostenga il soggetto nell’esplorazione degli aspetti a volte anche non graditi del Sé. Qualora non ci siano le condizioni per un intervento di questo tipo è possibile comunque scegliere insieme al terapeuta altri percorsi che meglio rispondono alle esigenze del paziente, alla sua struttura di personalità, al problema portato, alle sue risorse. Si può in questi casi rivolgersi a interventi che si sviluppano a livelli meno profondi (ad esempio terapia di sostegno o consulenza) o attraverso altre modalità di intervento, che possono essere di tipo psicodinamico ma anche di tipo non psicodinamico, che si focalizzano maggiormente sulla riduzione della sola sintomatologia attuale, senza indagarne l’origine o il significato. Naturalmente i risultati perseguibili con le diverse tecniche saranno di tipo diverso, è sarà compito del terapeuta individuare per ogni singolo paziente il tipo di percorso più adeguato ed efficace, spiegandone le caratteristiche in modo che il paziente possa esprimere un consenso informato e consapevole all'intervento proposto.

Tuttavia, come abbiamo visto, è con il lavoro sul profondo e sul significato del sintomo che si può arrivare ad una ristrutturazione più complessa e duratura degli aspetti del sé e della personalità, e quindi ad un benessere più stabile e duraturo nel tempo, consentendo all’individuo di ricominciare a vivere senza più la “dittatura” del sintomo e del disagio. Perché possiamo dire, citando Lacan, che “la psicoanalisi è un’opportunità, un’opportunità di ripartire”.

BIBLIOGRAFIA

  • Busch F.N., Rudden M., Shapiro T. (2004), “Psicoterapia psicodinamica della depressione”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2007
  • Gabbard G.O. (2005) “Introduzione alla psicoterapia psicodinamica”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2011