PSICOLOGIA POSITIVA E BENESSERE


“La medicina e la psicologia hanno dato un contributo encomiabile nel rendere le persone infelici un po’ meno infelici”.    (Martin Seligman)


La psicologia positiva è un settore teorico e applicativo della psicologia che si è sviluppato negli ultimi decenni, in particolare a partire dai lavori di Martin Seligman, considerato uno dei padri della psicologia positiva. Egli sosteneva che la psicologia non dovesse occuparsi solo o prevalentemente degli aspetti di patologia e sofferenza, ma dovesse allo stesso modo occuparsi anche dell’indagine degli aspetti positivi dell’esistenza umana, quali il ben-essere, le potenzialità, le emozioni piacevoli, la felicità, il talento.

Il movimento della Psicologia Positiva ha in seguito indagato, attraverso numerose ricerche, soprattutto i temi connessi alla qualità della vita, al benessere, l’ottimismo e la felicità.

La psicologia positiva ha al suo interno due prospettive, che sottendono due visioni della natura umana:

- la prospettiva edonistica (Kahneman et al. 1999), in base alla quale il benessere coincide con il conseguimento della felicità o del piacere, e studia, attraverso strumenti di misurazione del benessere soggettivo, ciò che rende piacevoli o spiacevoli le esperienze.

- la prospettiva eudaimonica (Waterman, 1993), in base alla quale il benessere non coincide con la felicità o con il soddisfacimento dei piaceri in sé e per sé, ma necessita di qualcosa di più, in quanto solo il soddisfacimento di alcuni desideri (quali ad esempio quelli relativi all’espressività personale: vivere secondo il proprio vero sé, svolgere attività congruenti con la propria natura, ecc.) può favorire il benessere. Questa prospettiva quindi focalizza l’attenzione sugli aspetti che sostengono lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità individuali.

Nonostante la separazione delle due correnti su un piano teorico, sembra possa essere utile considerare il benessere in modo più ampio, come un costrutto multidimensionale, che coniuga al suo interno sia una componente edonistica (per cui il benessere coincide con la felicità), sia una componente eudaimonica (per cui il benessere comprende qualcosa di più della felicità).

Gli ambiti di intervento della psicologia positiva coinvolgono vari aspetti del benessere soggettivo, analizzato sia a livello intrapersonale sia a livello interpersonale, sia nelle loro reciproche influenze. 

Ci si occupa pertanto delle esperienze positive e degli aspetti positivi della personalità, tra i quali ritroviamo l’autodeterminazione, l’ottimismo, la felicità, il ben-essere, lo sviluppo delle difese mature (altruismo, sublimazione, umorismo, ecc.), la relazione tra emozioni positive e salute fisica. Alcune ricerche hanno infatti evidenziato come le emozioni positive possano svolgere un ruolo sia preventivo che terapeutico, andando ad incrementare la funzionalità del sistema immunitario e sostenendo l’implementazione di comportamenti sani (Salovey et al, 2000).

Con la Psicologia Positiva, quindi, il focus dell’analisi e dell’intervento si sposta da un’attenzione prevalente al deficit o alla patologia, verso una attenzione maggiormente rivolta alle abilità, alle risorse e alle potenzialità dell’individuo, che possono essere mobilitate e potenziate, al fine di raggiungere un soddisfacente benessere soggettivo.

La Psicologia Positiva assume quindi un ruolo importante anche nell’ottica della prevenzione. Non focalizzandoci più solo o prevalentemente sulla malattia, è possibile investire impegno e risorse anche sulla promozione delle abilità, dei punti di forza, della capacità di resilienza degli individui. Ciò significa inoltre che gli individui vengono coinvolti in modo attivo nella ricerca del proprio benessere, nello sviluppo delle qualità, nello sviluppo e mantenimento di condotte di vita più salubri a livello psicofisico, con conseguenti ricadute positive non solo sul benessere soggettivo, ma anche sulle relazioni, sulle performance lavorative, sullo sviluppo delle proprie potenzialità.


BIBLIOGRAFIA

  • Kanheman D. (1999), “Objective happiness”, in Kahneman D., Diener D., Schwarz N. “Well-being. The foundations of hedonic psychology”, Russel Sage, New York.
  • Pannitti A., Rossi F. (2012), “L’essenza del coaching. Il metodo per scoprire le potenzialità e sviluppare l’eccellenza”, FrancoAngeli, Milano.
  • Salovey P, Rothman A. J., Detweiler J. B., Steward w. T. (2000), “Emotional states and phisycal health”, American Psychologist, 55, 110-121.
  • Seligman M.E.P. (2003), “La costruzione della felicità”, Sperling & Kupfer, Milano.
  • Seligman M. E. P. (2005), “Imparare l’ottimismo”, Giunti, Firenze.
  • Waterman A.S., (1993), “Two conceptions of happiness: contrasts of Personal Expressiveness (Eudaimonia) and Hedonic Enjoyment”, Journal of Personality and Social Psychology, 03/1993, 64.